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APRE IL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL JAZZ "SERGIO AMATO", ED E' SUBITO SUCCESSO

Scritto da Gaetano Guzzardo    Martedì 11 Agosto 2009 15:51

Jerry_Weldon_Quintet_PICCOLOCanicattini - Ha aperto i battenti come si addice ai grandi: con un eccezionale successo di pubblico. Si, ieri sera erano almeno qualche migliaia di appassionati, e non, del grande Jazz, seduti in composto silenzio e, come si addice a questa straordinaria musica, partecipando, a volte, al ritmo del battito delle mani, o a manifestando apprezzamenti con applausi e vocalizzi, pur sempre nella compostezza che il jazz ci ha abituati da lunghi anni.

Ha aperto così, dunque, ieri sera a Canicattini Bagni il Festival Internazionale del Jazz "Sergio Amato", da sei edizioni intitolato all'indimenticato percussionista canicattinese dell'Amato Jazz Trio, scomparso prematuramente in un incidente. Quell'Amato Jazz Trio, tutti fratelli (il posto di Sergio alla batteria è stato preso dopo il 2003 dall'altro fratello, Loris), nato e cresciuto musicalmente in questa cittadina, e che da sempre, almeno da 15 anni, è fautore e anima del Festival di Canicattini. A ricordarlo, sul palco, il sindaco della città, Paolo Amenta, emozionato e soddisfatto per aver vinto questa scommessa, di raddoppiare le serate dedicate alla musica, ben sette, aggiunte ai corsi di specializzazione strumentale, condotti da musicisti di grande valore, con alle spalle centinaia di concerti e incisioni, ad iniziare dal suo curatore, il sassofonista canicattinese Rino Cirinnà, al batterista Tony Arco, al contrabbassista Lucio Terzano, e il pianista Claudio Angeleri, che dopo il concerto al Jazz Club allestito nell'adiacente Palazzo "Messina - Carpinteri", hanno intrattenuto ancora quanti hanno deciso di attardarsi nella cittadina, con un eccezionale jam session di tamburi senegalesi con il "Jhonnys Family Group" e percussionisti del valore di Loris Amato e Byron Landham.
Ma torniamo alla serata, aperta proprio dai ritmi africani dei tamburi di questo eccezionale gruppo di senegalesi, guidati da Jhonnys che ha, come si dice, riscaldato e animato la foltissima platea di Piazza XX Settembre, che si è scoperto, essere uno scenario splendido per questo tipo di manifestazioni.
Sul palco è salito poi il quintetto di Orazio Maugeri, sassofonista catanese, con alle spalle una lunga attività concertistica e discografica con musicisti italiani e stranieri, dalla musica Jazz, alla musica Etnica, a quella d'autore, alla contemporanea, con presenze all'Umbra Jazz e collaborazioni con Carla Bley, Steve Swallow, De Piscopo, Mussolini, Weldon, Bollani, e ancora Joan Baez, De Gregori, venuti, Lautari e i Tinturia, tanto per fare alcune citazioni. Maugeri è stato accompagnato dalla magnifica chitarra di Fabrizio Brusca, da Maurizio Schiavone al piano, da Pietro Ciancaglini al contrabbasso, da Fabrizio Giambanco alla batteria e nel finale dalla splendida voce di Chiara Orlando che si fondeva con le note del sax alto di Maugeri.
Infine, un grande della musica jazz internazionale, che il suo sound ha strabiliato il pubblico, Jerry Weldon, sassofonista newyorchese, unico nel suo genere, come unici sono i scompagni di viaggio, in questa formazione "quartet", che si è esibita al festival Internazionale del Jazz di Canicattini Bagni. Ad iniziare da uno dei migliori batteristi attuali, Byron Landham, con più di cento partecipa-zioni a festival jazz nel mondo, incluse 2 apparizioni al Novokwznetsk in Siberia, e più di 30 registrazioni. Con loro due genovesi: Massimo Faraò al piano e Aldo Zunino al contrabbasso, e anche in questo caso il curriculum di questi due eccezionali musicisti spazia per il mondo, con collaborazioni con il meglio del jazz mondiale.
E i risultati, di questa bravura e professionalità, ieri sono emersi tutti negli applausi scroscianti che il pubblico gli ha attribuito.
Non c'è che dire, sul palco di Canicattini, ieri ad esibirsi è stato un ensemble di musicisti di prim'ordine. La lunga esperienza di Weldon, che, tra l'altro, nella sua carriera, vanta una lunga militanza nell'orchestra di Lionel Hampton e collaborazioni con Cedar Walton e George Cables, era presente ad ogni brano.
E proprio grazie alla sua spiccata vena soul jazz, che in questi anni ha preso parte a diversi organ group con tutti i massimi specialisti del genere da Jack McDuff a Jimmy McGriff, Dr.Lonnie Smith e Joey De Francesco. E proprio con Joey ha modo di suonare con Byron Landham, l'impeccabile batterista di Philadelphia che ieri sera ha mandato in visibilio il pubblico canicattinese.

Questa sera seconda serata, con omaggio a Sergio Amato, da parte del fratello Loris e batteristi della fama del floridiano Enzo Augello e Tony Arco. Un "drum trio" che aprirà un'altra grande serata che vedrà sul palco: "Luca Lo Bianco ear Catcher", con Gaspare Palazzolo al sax tenore e soprano, Francesco Guaiana chitarra, Marco Di Fronte violoncello, Luca Lo Bianco contrabbasso, Fabrizio Giambanco batteria; e poi "Perfect Quartet", con Francesco Branciamore alla batteria, Elio Amato al trombone e flicorno alto, Gaetano Cristofaro al sax, Giuseppe Guarrella al contrabbasso.

Come sempre e per tutta la durata del Festival, non si fermano le attività del "Jazz Club" nella sale del Palazzo "Messina-Carpinteri", così come le degustazioni di prodotti tipici.

 

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