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CHIUDE IL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL JAZZ, IL BILANCIO E' PIU' CHE POSITIVO ... APPUNTAMENTO AL 2010

Scritto da Gaetano Guzzardo    Lunedì 17 Agosto 2009 13:01

Amato Jazz Trio - Jhonnys Family GroupCanicattini - Chi avrebbe scommesso che il Festival Internazionale del Jazz di Canicattini Bagni, quest'anno, non sarebbe andato oltre la terza giornata, con somma soddisfazione del sindaco Paolo Amenta e degli organizzatori di questa prestigiosa rassegna, è stato clamorosamente smentito.
Di serate se ne sono fatte ben sette, in pratica raddoppiando le tradizionali tre che negli ultimi 14 anni hanno caratterizzato l'appuntamento canicattinese, e tutte con ottimi successi di pubblico.
Segno di un attenzione che cresce, verso questo Festival che vede a Canicattini i migliori jazzisti del mondo e quanto di meglio il panorama musicale nazionale può in questo momento fornire.


Un livello culturale Il pubblicoed artistico di grande spessore, che certamente contribuisce a far crescere non solo la piccola città di Canicattini, anche dal punto di vista economico, visto che in queste serate negli esercizi pubblici e nelle strutture ricettive si è registrato il tutto esaurito (così come in quelli di tutta la zona e del comune capoluogo), ma l'intera provincia, nei confronti dei quali, in questi giorni sono stati puntati gli occhi e l'attenzione di migliaia di appassionati, di visitatori e dell'interno settore.
Ieri sera poi sul palco di Piazza XX Settembre, piena all'inverosimile con migliaia di presenze e centinaia di persone sedute anche per terra sulle pietre bianche della pavimentazione, si è assistito a qualcosa di magico.
Una grande serata di musica e di festa, che ha coinvolto tutti, grandi e piccini, trascinati da due band di Il_sindaco Paolo Amentaeccezionale valore, al quale si sono aggiunti mezza dozzina di scatenati artisti senegalesi, i "Jhonnys Family Group", che con i loro ritmi africani misti a quelli del jazz degli "Amato Jazz Trio" dei fratelli Amato, oltre a far ballare quell'immensa piazza l'ha fatta anche cantare sul valore dell'integraione razziale, multietnica e multiculturale.
Due gruppi familiari, tutti fratelli gli uni e gli altri, due culture diverse, come il colore della pelle, le abitudini ed i costumi, ma uniti da un unico grande amore, che fa parlare un linguaggio universale, la musica.

«Da Canicattini deve arrivare un messaggio forte - ha detto dal palco il sindaco Paolo Amenta - al paese e al mondo, in questo momento in cui cresce l'esclusione anche attraverso provvedimenti in-condivisibili, noi rispondiamo con il linguaggio universale della musica che include e non esclude. Per la nostra città, la musica è un sentimento forte, un legame che unisce tutte le famiglie, i nostri ragazzi crescono con questo aNguyen Lemore, grazie alla banda musicale, alla Scuola comunale di Musica, a manifestazioni come questa che, per sette giorni, ci ha regalato emozioni bellissime e fatto conoscere un patrimonio musicale e artisti di indiscusso valore. Abbiamo senza dubbio vinto una scommessa, grazie a questi grandi artisti, al lavoro immenso degli organizzatori, al contributo finanziario, fondamentale, di enti pubblici e sponsor privati, all'impegno di quanti si sono adoperati affinchè il Festival Internazionale del Jazz onorasse degnamente un grande amico, un musicista dalle stra-ordinarie e indiscusse qualità tecniche e professionali, un canicattinese sensibile e generoso, qual'era Sergio Amato. Ci siamo riusciti, grazie, soprattutto, ad una grande, attento e composto pubblico».

Un pubblico che è andato letteralmente in visibilio e toccato il cielo, con le note magiche, un misto di musica elettronica, New Age, Jazz e ritmi orientali, del "Nguyen Le New Quartet".
Le sonorità e gli eNguyen Le New Quartetffetti elettronici, per nulla invadenti, prodotti dalla chitarra di questo musicista francese, Nguyen Le, nato a Parigi da genitori vietnamiti, accompagnate dalla purezza del suono del pianoforte di Rita Marcotulli, e dai ritmi del contrabbasso di Chris Jennings e della batteria di Roberto Gatto, sono stati al centro di quest'ultima serata del Festival Internazionale del Jazz "Sergio Amato".
Un momento sublime, segnato dai lunghi applausi e apprezzamenti di questo pubblico giunto da ogni parte della Sicilia, ma fatto anche da tanti turisti, sia italiani che stranieri, che in queste sere hanno voluto coniugare le vAmato Jazz Trioacanze, la conoscenza di un territorio straordinario, come quello siracusano e del Val di Noto, con la grande musica Jazz.
A chiudere questa lunga e apprezzata rassegna, dunque, i padroni di casa, gli "Amato Jazz Trio", Alberto Amato al contrabbasso, Elio Amato al trombone e al piano, Loris Amato alla batteria, ac-compagnati da una seconda batteria, quella di un percussionista eccezionale, il catanese Pucci Nicosia.
E la band canicattinese, ha sfoderato numerosi brani del loro ricco repertorio, in particolare dell'ultimo lavoro "Tristano", uscito nel 2004 subito dopo la tragica scomparsa in un incidente di Sergio, così come le produzioni più recenti nate con la nuova formazione che da quella tragica data vede alla batteria il più piccolo dei fratelli Amato, Loris.
Un Jazz contemporaneo il loro, che non smette mai di guardare, con occhio vigile, alla tradizione di questa musica, che hanno contribuito a diffondere e a fare amare ad una intera città, Canicattini, che ogni anno, da 15 anni, gli ritaglia uno spazio sempre in crescendo.
E ... il viaggio con Sergio continua ...

 

Grazie alle Associazioni Otama, Anthea, Sabatù, all'Assessorato Regionale Turismo e Spettacolo - Provincia Regionale di Siracusa - Comune di Canicattini Bagni - Unione dei Comuni "Valle degli Iblei" - Camera di Commercio di Siracusa - Unione Commercianti Canicattini B. - Marcia Mondiale per la Pace e la non Violenza

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 17 Agosto 2009 16:42 )
 

 


 

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