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IL TAR RIGETTA IL RICORSO DI VODAFONE, NIENTE ANTENNE DI TELEFONIA MOBILE NEI PRIVATI

Scritto da Gaetano Guzzardo    Mercoledì 04 Maggio 2011 17:41

antenna_timNiente antenne e stazioni di telefonia mobile nel centro abitato di Canicattini Bagni e  in aree o immobili privati, ma su aree comunali in zone periferiche assegnate, qualora disponibili, di volta in volta dal Comune, per garantire serenità e salvaguardia della salute dei cittadini da possibile inquinamento di onde elettromagnetiche. Questa la regola e il punto fermo che da anni vige nel Comune canicattinese, concordato nel corso di una conferenza di servizi, voluta dall'allora vice sindaco Paolo Amenta, nel febbraio del 2007, e riconfermata e sottoscritta da sindaco nel febbraio del 2008 con tutti i gestori di telefonia mobile. Un accordo, come ha fatto rilevare l'assessore all'Urbanistica, avvocato Paolo Amenta (omonimo del sindaco), che il Tar di Catania di recente, con sentenza del 29 aprile scorso (n. 00183/2011 Reg. Ric - n. 00579/2011 Reg. Ord. Cau.), ha ritenuto "valido e vincolante", tanto da rigettare il ricorso presentato dalla Vodafone Omnitel (che quell'accordo il 25 febbraio 2008 aveva sottoscritto), avverso alla decisione del Comune, con tanto di parere negativo dell'Ufficio Tecnico, di non concedere l'autorizzazione all'installazione di una stazione radio base in Contrada Garofalo, a due passi dal centro abitato, su una struttura preesistente di proprietà H3G.

«In pratica i giudici del Tar di Catania (presidente Biagio Campanella, consigliere Salvatore Schillaci, primo referendario estensore, Francesco Bruno) - hanno dichiarato il sindaco e l'assessore Amenta - hanno confermato la nostra tesi, sottoscritta da tutti i gestori compresa Vodafone, che le antenne vanno installate in aree di proprietà del Comune, fuori dal centro abitato e, soprattutto,  ritenute non pericolose per la salute dei cittadini. Niente contrattazione privata, come voleva fare Vodafone, che riteneva, violando, l'accordo, di riutilizzare una struttura che tante polemiche aveva creato nel passato e che portò proprio alla stipula di regole condivise  che oggi il Tar ci dice sono "valide e vincolanti". Per cui i cittadini possono stare tranquilli che in nessun tetto del centro abitato vedranno un antenna. Sinora abbiamo autorizzato l'installazione di un'antenna - lampione per l'Umts nell'area antistante il Cimitero, ben lontana e a distanza di sicurezza dalle abitazioni, che garantisce tra l'altro l'illuminazione del piazzale».

 

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