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LA RISPOSTA DEL SINDACO AMENTA, ALLE ACCUSE DEL PRESIDENTE DEI COMMERCIANTI CIRINNA'

Scritto da Gaetano Guzzardo    Venerdì 14 Agosto 2009 19:47

Il sindaco Paolo Amenta«Sono veramente rammaricato per le esternazioni fatte sulla stampa dal presidente dell'Unione dei Commercianti di Canicattini, il dottor Vincenzo Cirinnà, che facendosi carico, a suo dire, di un sentire comune di tutta la categoria, mi accusa di aver "tradito" le attese sue e dei suoi "numerosi affiliati", che scopro, con mia somma meraviglia, si aspettavano "una maggiore considerazione".

Quali "considerazioni", lo spiega lo stesso Cirinnà, quando, sempre sulla stampa, si scopre che la collaborazione che lo stesso ha messo a disposizione in questi anni, pensavamo per la città, nelle sue funzioni di responsabile di una categoria importante per l'economia della nostra comunità, altri non era che una aspettativa "personale" a ricoprire il ruolo di assessore nella mia giunta.                                 Se devo essere sincero, non avrei mai pensato che dietro il "mettersi a disposizione" per la propria città, alla fine, si potesse nascondere un disegno del genere, a differenza "degli espedienti poco chiari e motivati da oscuri bisogni" che il presidente dei Commercianti vorrebbe, invece, attribuire alla mia attività amministrativa che, come i cittadini e gli osservatori esterni possono vedere, è alla luce del sole.
D'altra parte, il dottor Cirinnà mi pare non possa affermare di non aver avuto, in questi anni, la fiducia di questa maggioranza che l'ha scelto per ben due mandati (come prevede la legge) quale pre-sidente del Collegio dei Revisori dei Conti, ed ha sempre attestato la regolarità degli atti contabili e progettuali dell'Amministrazione.
Dunque, Cirinnà mi accusa di aver assegnato la delega assessoriale che mancava nell'esecutivo che mi onoro di presiedere, quella ai Lavori Pubblici e allo Sviluppo Economico, al consigliere comunale prof. Salvatore Miano che, credendo nel progetto di grande apertura rivolto da me a tutte le realtà politiche, produttive, culturali e sociali della città per contribuire "insieme" al sviluppo e alla sua crescita economica, oltre che culturale e sociale, ha rinunziato, dimettendosi, al suo posto in Consiglio Comunale, mettendosi, con fiducia, nelle mani del sindaco, che, non succederà, potrebbe anche e in qualsiasi momento revocarne la delega.
Una dimostrazione di grande fiducia e, soprattutto, di stima per il lavoro politico e amministrativo che mi sono intestato, assieme a tante professionalità, associazioni, forze politiche e cittadini, e che sta dando i frutti che il dottor Cirinnà, forse volutamente, continua a non vedere e ad apprezzare.
È sotto gli occhi di tutti, infatti, il grande salto di qualità che la nostra cittadina ha fatto in quest'ultimo anno, in termini di immagine, di proposizione progettuale in tutti i tavoli, nazionali, regionali e provinciali, così come l'interesse che oggi, da più parti, dalla politica, alle imprese, si ha per la nostra Canicattini.
Lo dicono i numeri, lo provano le realizzazioni, e lo dicono gli investimenti che prestigiose e impor-tanti aziende italiane e straniere hanno manifestato di voler fare nel nostro, seppur piccolo, territorio.
In questi giorni, poi, con le manifestazioni estive, in particolare con il Festival Internazionale del Jazz (e così sarà anche per il Raduno Bandistico a settembre), la città è invasa da migliaia di visitatori e di appassionati di musica, che hanno fatto esaurire ogni posto nelle strutture ricettive cittadine, e stanno riempiendo gli esercizi pubblici e commerciali, rianimando l'economia della città.
Non mi pare ci siano mai state iniziative e risultati del genere in passato, spalmati in tutta la città, e non solo verso una sola azienda.
E non mi pare di riscontrare tutte queste lamentele da parte di quei commercianti che il dottor Ci-rinnà si vanta di rappresentare. Tutt'altro!
Io credo, invece, che ognuno di noi, anziché lanciarsi nel facile compito delle critiche, che non costa fatica alcuna, neanche quella del pensiero oltre che del progettare, farebbe cosa utile alla sua città, alla sua comunità e al proprio territorio, se svolgesse con dovizia, serietà, professionalità, competenza e, soprattutto, passione, il compito per il quale è stato chiamato: i politici per fare la politica, amministrare e creare occasioni di sviluppo; i rappresentanti delle categorie, delle imprese e delle attività produttive in generale, per concertare assieme alla politica lo sviluppo e investire.
Ogni parte del corpo e funzionale e importante per tutto il corpo stesso. Nessuno può avere invidie o rancori nei confronti delle altre parti: sarebbe il caos.
Avere aspirazioni è legittimo, così come la critica, basta esternarle e confrontarsi, magari alla fine ci si accorgerà, come sta avvenendo a tanti di noi che abbiamo sposato questo "progetto per la nostra città", che la collaborazione, ognuno per il proprio ruolo, è la cosa più appagante».

                                                                                                                   Paolo Amenta
                                                                                                       Sindaco di Canicattini Bagni

Ultimo aggiornamento ( Sabato 15 Agosto 2009 19:12 )
 

 


 

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