DUE ARTISTI CHE GUARDANO ALL'EUROPA CON PUNTE D'OLTREOCEANO AL FESTIVAL DEL JAZZ
Quarta serata, ieri, del Festival Internazionale del Jazz "Sergio Amato"dedicata a due musicisti italiani, Marco Tamburini e Giuseppe Finocchiaro, che guardano con molta attenzione all'Europa e alla musica d'oltreoceano. Ad aprire è stato Marco Tamburini, romagnolo, dall'ultraventennale esperienza jazzistica che lo ha scritto tra i migliori trombettisti europei. Tamburini ha suonato con il gotha del Jazz italiano, da Gianni Basso ad Enrico Rava, Paolo Fresu, Giovanni Tommaso, Giorgio Gaslini, Danilo Rea, Stefano Bollani, tanto per citarne alcuni. La sua tromba è stata a fianco dei più noti musicisti d'oltreoceano, Eddie Henderson, Sal Nistico, Steve Coleman, Ray Mantilla, Steve lacy, Ray Drummond, Gary Bartz, Jimmy Cobb, Ben Sidran, e tanti altri.
Ma anche a molti cantanti pop come Raf, Vinicio Capossela e Jovanotti, senza dimenticare un altro terreno a lui caro dove esplorare che è la musica classica. Ed proprio questo suo ricercare ed esplorare, soprattutto, le molteplici contaminazioni tra linguaggio jazzistico e musica contemporanea, che ne fanno uno dei più innovativi musicisti jazz europei. Una preparazione tecnica impeccabile e l'amore per le sonorità elettroniche e le sperimentazioni, hanno permesso a Tamburini di ritagliarsi uno spazio di rilievo.
Il progetto presentato al Festival Internazionale del Jazz di Canicattini Bagni, Three Lower Colours, accanto un pianista di tutto rispetto come il livornese Stefano Onorati ed un batterista di rango, Stefano Paolini, romagnolo come Tamburini, ha fatto rivivere la vocazione innovativa del gruppo, presentando un repertorio particolarmente ricco ed eterogeneo, che alterna standards e composizioni originali a brani di electric jazz. Il pubblico, che riempiva Piazza XX Settembre, ha apprezzato e applaudito. I tre musicisti attingendo a varie suggestioni, e lavorando sul duplice piano dell'arrangiamento e dell'improvvisazione, hanno creato un sound attuale e coinvolgente, sempre sospeso in un territorio di confine tra i generi musicali più diversi: dal funk al jungle, dal rock all'hip-hop, senza mai naturalmente perdere di vista il riferimento alla tradizione jazz.
A seguire un Trio tutto siciliano, catanese, così com'è tradizione del festival Jazz di Canicattini Bagni, riservare molto spazio ai musicisti di casa nostra, guidato dal pianista e compositoreGiuseppe Finocchiaro, con Alberto Fidone al contrabbasso e Ruggero Rotoloalla batteria. Finocchiaro, seppur legato al jazz non rinnega il pianismo classico, e spesso li incrocia, sviluppando una tecnica pianistica tipica del jazz europeo, con chiare influenze minimaliste ed etniche. Ma il Jazz è il suo amore e ieri sera sul palco di Canicattini Bagni ha evidenziato questa sua matrice che nasce anche dalle esperienze dei seminari di Umbria della Berkeely School, dei corsi di perfezionamento in giro per l'Italia e l'Europa, e la partecipazione ai più importanti festival jazz.
Tra il 90/93 svolge la propria attività al fianco di vari artisti Italiani e stranieri, nel 94 insieme al trombettista Roy Paci crea il progetto "Taranta", nel quale partecipano artisti di spicco come, Sergio Amato, Ruggero Rotolo, Marco Carnemolla ed altri, incidendo, nel 2002, con il Taranta Trio "Ondre", produzione che trova un ottimo consenso della critica, rimanendo al primo posto in classi-fica, per più di due mesi, su Radio Rai Uno. Il suo scrivere per orchestra (le sue composizioni sono eseguite dai professori del Teatro Massimo Bellini di Catania e dalla Filarmonica della Moldavia), ne fanno un pianista di grande pregio, che il pubblico canicattinese, attento e preparato, ha più volte, durante le sue esibizioni apprezzato ed applaudito caldamente. Come sempre molto ricca ed intensa anche l'attività al Jazz Club di Palazzo Messina-Carpinteri dopo la mezzanotte e dopo i concerti di
Piazza XX Settembre. Ieri sera di scenaAlberto Amato e i talenti siciliani che ha messo insieme in questo progetto musicale riservato al Festival di Canicattini Bagni: Giuseppe Asero sax alto (assente il sax alto diAdriano Raniolo), Ivan Cammarata tromba, Seby Burgiopianoforte, Alberto Amato contrabbasso, e un Loris Amato alla batteria in sostituzione di Marcello Arrabito. Questa sera per la quinta serata del Festival Internazionale del Jazz, che segna il giro di boa di questi lunghi nove giorni, di scena MAURIZIO GIAMMARCO TRICYCLE(Maurizio Giammarco sax ed elettronica, Dario Deidda basso elettrico, John Brandon Arnold batteria ed elettronica). I concerti di Tricycles sono il risultato di una pianificazione che avviene in tempo reale e vuole catturare lo spirito del momento, attraverso un mix di originali, noti jazz tunes, grooves e raccordi totalmente improvvisati. A seguire ANTONELLA LEOTTA new realease (Seby Burgio pianoforte, Peppe Tringali batteria, Nello Toscano contrabbasso, Cristiano Giardini sax). Dopo un periodo di riflessione sulla vocalità nella tradizione jazzistica, Antonella Leotta rivisita alcune delle canzoni del passato in una chiave fresca e carica di groove. Accompagnata da un quartetto di All Stars tutti siciliani, i giovani talenti Seby Burgio al piano, Peppe Tringali alla batteria, il veterano Nello Toscano al contrabbasso e l'eccellente Cristiano Giardini al sax tenore. Il Jazz Clubdi mezzanotte è riservato AMATO JAZZ TRIO(Elio Amato pianoforte, tromba, flicorno - Alberto Amato contrabbasso - Loris Amato batteria). Per info sul Festival: Amato 3280733942 - Cirinnà 3393154199 - Acquaviva 3208599417 www.sergioamatojazzfestival.it -
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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 11 Agosto 2010 18:05 )
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