NATHALIE BLANC E I FRATELLI PETRUCCIANI INCANTANO IL FESTIVAL DEL JAZZ DI CANICATTINI BAGNI
La voce calda e suadente di una grande artista, la francese Nathalie Blanc, la straordinaria e virtuosa chitarra di Philippe Petrucciani, la fermezza del tempo del contrabbasso di Louis Petrucciani, l'esperienza di un jazzista italiano come Ale Collina al pianoforte, e la sicurezza di un affidabile Enzo Carpentieri, batterista padovano con un curriculum di tutto rispetto con collaborazioni in Italia e all'estero, hanno ieri sera aperto la terza serata del Festival Internazionale del Jazz "Sergio Amato", con un omaggio, a dieci anni dalla scomparsa, ad un grande musicista e compositore francese, Michel Petrucciani, morto a soli 37 anni. Un artista che, nonostante colpito sin dalla nascita dall'osteogenesi imperfetta, meglio conosciuta come "Sindrome delle ossa di cristallo", ha avuto nella sua breve esistenza una lunga e proficua produzione musicale, scrivendo il suo nome tra i grandi del Jazz mondiale.
Progetti musicali, quelli di Michel, che ha condiviso con i fratelli Louis e Philippe, presenti ieri sera sul palco di Canicattini Bagni. Due storie che si incrociano, ha detto salutando il pubblico Ale Collina, quella dei fratelli canicattinesi Amato, tutti musicisti, e quella dei fratelli Petrucciani, anchessi tutti musicisti provenienti da una famiglia di musicisti, con il nonno e il padre abili chitarristi.
A legare queste storie l'amore e la passione per il Jazz, che ieri li ha visti insieme al festival dedicato al quarto dei fratelli Amato, il batterista Sergio, scomparso tragicamente nel dicembre del 2003 a seguito di un incidente automobilistico.
E alcuni brani tra i più famosi del repertorio di Michel Petrucciani, arrangiati con testi originali scritti da Nathalie Blanc, straordinaria interprete, hanno risuonato, assieme alle produzioni di Philippe e Louis Petrucciani, tra gli applausi e l'apprezzamento del pubblico canicattinese.
Ma il Festival Internazionale del Jazz di Canicattini Bagni è anche ricerca e, soprattutto, scoperta di nuovi talenti, i tanti che produce, nonostante le ristrettezze e l'esiguità degli spazi a disposizione, la terra di Sicilia.
A mettere insieme, attorno ad un progetto comune, questi giovani, ci ha pensato Alberto Amato, contrabbassista dalle mille risorse dell'Amato Jazz Trio, direttore artistico del Festival, chiamando accanto a se musicisti di grande spessore e di valore artistico, ad iniziare dai sassofonisti Adriano Raniolo e Giuseppe Asero, al trombettista IvanCammaratatromba, al batterista Marcello Arrabito, al pianista solarinese Seby Burgio, impegnato in questo mese in un importante impresa all'European Jazz Contestdi Roma, con un suo trio che vede Peppe Tringali alla batteria e Alberto Fidone al contrabbasso, con brani inediti di loro produzione.
La loro esibizione non ha mancato di tenere calda una piazza che ha imparato, in questi 15 anni di Festival Jazz, a riconoscere la valenza e lo spessore artistico dei suoi protagonisti.
Come sempre, anche in questa terza serata ha chiudere è stato il Jazz Club di mezzanotte a Palazzo Messina-Carpinteri dove la voce mediterranea di Stefania Patanè e la chitarra diSandro Maccaronehanno affascinato i "resistenti" di questa lunga kermesse jazzistica.
Questa sera, quarta serata, ad occupare il palco di Piazza XX Settembre sarà Marco Tamburini "Three Lower Colours" in un "Un soffio di musica", dove "aria e musica non hanno frontiere, le puoi vivere, respira-re, sentire sulla pelle e dentro al corpo" (Marco Tamburini tromba, Stefano Onorati pianoforte, Stefano Paolini batteria).
Il Three Lower Colours è un progetto sperimentale, nato con l'intento di esplorare le molteplici possibilità di contaminazione tra linguaggio jazzistico e musica leggere contemporanea.
A seguire Giuseppe Finocchiaro Trio (Giuseppe Finocchiaro pianoforte, Alberto Fidone contrabbasso, Ruggero Rotolo batteria). Finocchiaro, catanese, inizia a sette anni lo studio del pianoforte e pur rimanendo legato al Jazz non rinnega il pianismo classico, anzi, ricerca un incontro tra i due stili che lo porterà a sviluppare una tecnica pianistica che può definirsi di stampo Jazzistico europeo, con chiare influenze minimaliste ed etniche. dal rock a
Di scena, al Jazz Club per chi si fosse perso l'esibizione di ieri, Alberto Amato Young Talents.
Per info sul Festival: Amato 3280733942 - Cirinnà 3393154199 - Acquaviva 3208599417 -
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