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SUCCESSO DELLA PRIMA SERATA DEL FESTIVAL ETNICO CHE CHIUDE I BATTENTI DOMENICA 25 LUGLIO

Scritto da Gaetano Guzzardo    Sabato 24 Luglio 2010 17:06

da_sx_Guzzardo_G._Amenta_Cubeta_P._AmentaetnicoÈ stato un vero e proprio battesimo del fuoco quello di ieri sera a Canicattini Bagni per il 1° Festival Internazionale Etnico "Yhan, la sorgente della Musica", che sino a domani concentrerà nella cittadina collinare del siracusano, porta orientale degli Iblei, ritmi e sonorità mediterranee. Il livello qualitativo alto degli artisti che ieri sera in Piazza XX Settembre sono stati protagonisti dell'inaugurazione di un percorso nuovo che arricchisce la già ricca offerta culturale musicale di Canicattini, nota per la sua passione e il suo amore per la musica, testimoniato dai 140 anni, quest'anno, della sua Banda Musicale, e da due appuntamenti che si sono ritagliati ormai da anni uno spazio di rilievo a livello nazionale ed internazionale nel panorama musicale, ovvero, il Festival Internazionale del Jazz "Sergio Amato" (che si tiene dal 7 al 15 agosto) e il Raduno Bandistico Nazionale (dal 3 al 5 settembre).

Promosso dal Comune di Canicattini Bagni che ne ha affidato l'organizzazione a tre Associazioni, "Anthea", "Otama", "Sabatù", ormai sperimentate in quanto le stesse del Festival Jazz, il Festival Internazionale Etnico è patrocinato dalla Regione Siciliana, dall'Assessorato regionale al Turismo, dalla provincia Regionale di Siracusa, dalla Camera di Commercio, e dall'Unione dei Comuni "Valle degli Iblei", da sponsor privati, quali il Gruppo Moccia, Logica, Centro Studi Helios, Eureka Palace, Car-Tech e Ipertec, con la collaborazione della Pro Loco, del Gal Val d'Anapo e il Museo dei Sensi e dell'Arte Lapidea. Ma veniamo alla prima serata del festival. A fare gli onori di casa il giornalista Gaetano Guzzardo e un testimonial di tutto rispetto di questo primo viaggio nello straordinario patrimonio della musica popolare, il musicista siracusano Peppe Cubeta, leader e anima del gruppo dei Qbeta, fautori di quel mix che sono la musica etnica, folk, jazz, e latina. Sul palco a spiegare le ragioni di questo nuovo progetto che colloca la città di Canicattini Bagni al di là dei confini europei, facendola incontrare e interagire con le culture, le storie e le tradizioni musicali dei Paesi del Mediterraneo sono stati il sindaco Paolo Amenta, che ha creduto e lavorato per la realizzazione di questo importante evento, e l'assessore provinciale alla Cultura e agli Scambi Euromediterranei ed Internazionali, Gaetano Amenta.

«Non potevano, come città della musica, con una storia musicale di oltre 140anni, una scuola comunale di musicale che ogni anno viene frequentata da oltre 120 ragazzi - ha esordito il sindaco Amenta - non essere attenti a nuove sonorità e a quelle contaminazioni che sono attorno a noi. Il Mediterraneo per noi rappresenta, oggi più che mai, la realtà con la quale confrontarci, sia dal punto di vista economico, così come da quello culturale e musicale. E allora questo scavare nella tradizione musicale delle regioni del sud d'Europa, il nostro meridione, e in quella dei Paesi che come noi vivono nel Mediterraneo, è una ricerca ed un conoscere la propria storia e le proprie tradizioni, anche musicali. Le nostre, infatti, sono storie che nei secoli si sono incrociate e fuse, e la Sicilia, oggi come ieri, rappresenta il centro di questo crocevia. E allora, dopo aver consolidato le valenze e lo spessore culturale della musica per bande e il jazz, abbiamo pensato, e visti i risultati di questa prima serata, credo a ragione, di riprendere il percorso sulla strada della musica popolare, appunto l'Etnico, legato anima e corpo al jazz e alla musica bandistica: l'anima e le radici sono identiche».

Si apre dunque uno scambio interculturale con le popolazioni di cultura araba, Tunisia, Marocco, Egitto, Libia e così via, che è propedeutico anche alla crescita economica del territorio siracusano.

«La Provincia di Siracusa - ha sottolineato l'assessore provinciale Gaetano Amenta - guarda con interesse ai Paesi che si affacciano nel Mediterraneo con i quali ha già stretto rapporti oltre che culturali anche economici. Nelle settimane scorse in Marocco ho firmato dei protocolli d'intesa per alcune iniziative con la Provincia di Siracusa, che vanno proprio verso l'obiettivo comune di sviluppo e crescita reciproca. Il Festival Etnico di Canicattini Bagni, certamente, rafforza questo percorso di interscambio che abbiamo avviato e sulla quale siamo proiettati».

manziluna_e_sanem_kalfaStraordinarie le sonorità e i ritmi mediterranei elaborati e proposti dai Manziluna (Calogero Genco sassofono, Fabrizio Brusca chitarra classica, Leonardo Grimaudo chitarra elettrica, Carmelo Graceffa batteria e percussioni) un gruppo di quattro giovani musicisti siciliani, fusi con la voce di una vocalist d'eccezione come Sanem Kalfa, di origine turca, che ha appassionato il numeroso pubblico di Piazza XX Settembre. Una ricerca approfondita, filtrata con contaminazioni rock e jazz, che certamente fanno di questo gruppo i testimoni d'oggi di radici popolari ancora da scoprire. La voce di Sanem fusa con il sax di Calogero Genco, sono stati gli strumenti di un viaggio che ha certamente lasciato un segno nelle prime pagine di storia di questo festival canicattinese.

Un Festival che è ricerca, appunto, come quella di Marco Selvaggio, giovane percussionista catanese, che con il suo magico marco_selvaggioHang-Drum ha trasportato il pubblico nell'affascinate e misterioso mondo orientale. Suoni dolci, penetranti, hanno fatto da scenografia all'atmosfera già magica della piazza in pietra bianca del centro storico di Canicattini Bagni.

Musica, teatro, poesia, ed un accurato studio della musica popolare del sud d'Italia, sono state l'anima del concerto dei Pupi di Sulfaro (Salvatore Nocera voce e tammorra, Michele Manteo fisarmonica, Pierluigi Petrelli chitarra acustica, Dario Sanfilippo basso acustico, Fabio Bonsignore percussioni, tamburello, marranzano, flauto, Pietro Amico batteria, Santino Ficarra pane e cumpanaggiu), la band nata nel 2006, ma con all'attivo una esperienza di ricerca che sembra millenaria.

Ricca, passionale, e soprattutto viva, la musica proposta da questi sei ragazzi, animati dalla straordinaria bravura di una cantastorie come i_pupi_di_sulfaroSalvatore Nocera, che avvalendosi dall'antica arte dei cuntisti siciliani, fa "vivere" sul palco le storie che attraversano luoghi, fatti e culture del sud d'Italia. Nel loro percorso si tocca con mano, trovandone ispirazione, il lavoro letterario e politico del grande poeta siciliano Ignazio Buttitta, ma soprattutto le poesie di Bernardino Giuliana e il repertorio musicale di Giancarlo Curto, due artisti sancataldesi scomparsi che hanno segnato la cultura del territorio di origine del gruppo. Una musica coinvolgente che ha più volte trovato la disponibilità partecipativa del pubblico e che è passata dalle tarantelle siciliane e calabresi, alle tammuriate napoletane e alla pizzica salentina.

E proprio alla pizzica e alla taranta salentina è dedicata la seconda serata del festival, quella di sabato, con Zimbaria e Ninfa Giannuzzi, eredi di quel gran maestro che fu Pino Zimba, domenica sarà invece la volta della musica siciliana ed araba, con due gruppi diversi, Matilde Politi e Compagnia Bella e Ramzi Harrabi Ensemble.

 

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