Le figure astratte delle sculture dell’artista canicattinese Vincenzo Nitto in questi giorni in mostra a Noto e Siracusa dopo aver viaggiato per tutta Italia
Dare forma alla pietra bianca degli Iblei, trasferendone sentimenti e passione, trasformandola in oggetti d’arte.
È quanto fa da alcuni anni a Canicattini Bagni Vincenzo Nitto, 65 anni, di professione carrozziere, ma artista nel profondo dell’animo.
Ed è nell’animo che Nitto scava per trovare l’ispirazione e dare la giusta forma alla pietra che qui, nella “Città del Liberty”, da sempre è stata oggetto della passione di abili scalpellini e scultori, che ne hanno abbellito, rendendola unica, l’aspetto architettonico.
Quelle che Vincenzo Nitto tira fuori dalle pietre sono figure astratte che in questi anni ne hanno delineato, e definito, l’identità artistica apprezzata in tutta Italia, nelle tante Mostre che lo vedono presente ed ospite.
In questi giorni, dal 29 Giugno al 17 Luglio 2019, le sue opere sono esposte a Noto, nei Bassi del Palazzo Ducezio per la Mostra “La sposa Bambina”, promossa per sostenere i diritti delle donne ed in particolare delle bambine.
Dopo aver viaggiato per tutta la Penisola, dalla Sardegna all’Umbria, la Toscana, il Lazio, la Lombardia e così via, le sculture di Vincenzo Nitto saranno da Sabato 13 Luglio anche ad Ortigia, nel cuore del centro storico di Siracusa, e il 5 Settembre si sposteranno a Comiso.
«Morbidezza e sinuosità nelle opere di Nitto, figure astratte scolpite con grande amore – commenta il Sindaco Marilena Miceli – . Vincenzo Nitto è arrivato all’arte non certo in età giovanile, ma piuttosto matura, con un crescendo di perfezionamento e conoscenza da ammirare, che sono di esempio per i tanti giovani. Le sue opere sono esposte nelle più interessanti Mostre in tutta Italia e per noi canicattinesi, che vantiamo una lunga e storica tradizione di scultori e scalpellini della pietra bianca, sono motivo di orgoglio, oltre che di compiacimento per la promozione che questo comporta del territorio ibleo, della sua storia e della sua arte».
Le tantissime pietre inanimate posizionate nel suo laboratorio di Bosco di Sopra assumono forme sempre nuove e diverse, che richiamano, tra le altre cose, volti umani abituati a non rivelarsi totalmente, quasi ad avvicinarsi alla mitologia greca.
«Nitto si muove in ambiti scultorei simili alle antiche maestranze artigianali della antica provincia siracusana iblea – ha scritto di lui il professore Umberto Mario Garro, Docente di Disegno, Metodologia degli Stili, Mass Media e Antropologia Culturale ed Etnologia all’Accademia di Belle Arti “Val di Noto” - retaggio di culture amalgamate nel tempo con tutte le civiltà che si sono susseguite nel territorio culla di civiltà e di storia. La sua opera artistica realizza una ricognizione figurativa scultorea dalle tante sfaccettature che rievoca antiche leggende della realtà del territorio ombroso e ricco di riferimenti idrografici e orografici. Le sue opere sono scolpite nella tenera roccia tufacea del pliocene superiore emerso per primo dal mare con i Monti Iblei. La sua creatività luminosa e fervida riesce ad esprimere ciò che la mente dell’artista vuole realizzare».
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