Sei qui: Home La Storia

La Storia

Scritto da Canicattini in Tour Servizio Civile Nazionale 2016/17   

 La Storia

History

 

Il territorio Ibleo, che va da Siracusa all’entroterra, è caratterizzato da suggestivi panorami, scenari incontaminati, esclusive fauna e flora e presenza di importanti testimonianze archeologiche e storiche tali da renderlo Patrimonio dell’Unesco (Siracusa, Pantalica, Noto e Palazzolo Acreide).
Al suo centro è incastonata Canicattini Bagni, città del Liberty e della Musica, ed è proprio di essa che parleremo, al fine di conoscerne la storia, la cultura e le tradizioni.

 

Il paese si trova a 362 metri sul livello del mare, ha una superficie di 15,06 km2 con una popolazione (al 31/12/2014) di 7124 abitanti. per una densità di 516 abitanti per km².


Canicattini domina una vasta pianura disseminata di ulivi ed intersecata da cave (Cava d’Alfano, Cava Ddieri, Cava Bagni), il cui orizzonte, chiuso a Nord dal profilo dell’Etna e dai Monti Climiti, si dissolve procedendo verso Est nel Mar Ionio, che bagna le coste orientali della Sicilia.
La felice posizione geografica (lat. Nord 37°02’00”; log. Est 15°03’30”; rif. Cartografico I.G.M., foglio 274, III quadrante, tav. SO), quasi al centro della provincia di Siracusa, fa sì che si trovi a breve distanza dal capoluogo e dalla maggior parte degli altri centri Siracusani, che possono essere raggiunti comodamente e in poco tempo grazie ad un’articolata rete stradale di cui la SS124 “Maremonti” costituisce l’arteria più importante, innestandosi nell’autostrada E45 Gela - Siracusa - Catania.

 

Il toponimo, secondo Tommaso Fazello (scopritore di Akrai e Selinunte e definito “Padre della storia Siciliana”) è di sicura origine Araba, ma la sua etimologia è ancora incerta.
Secondo il canonico Aiello è un nome composto dal sostantivo Yhan o Ayn (“Fontana”) e dall’aggettivo Niatinum o Netinum (“Netina”), quindi significherebbe “Fontana che scorre nel territorio di Noto”; tale fontana corrisponderebbe alla sorgente del fiume Cardinale, che fornisce attualmente l’acqua potabile al paese.
Secondo interpretazioni recenti, il nome deriverebbe da Handaq – at – tin, che significa “Fossato del fango”.
Il secondo termine, “Bagni”, è derivato dal titolo del feudo Bagni vicino al paese, imposto da Mario Daniele Partexano, rifondatore di Canicattini.

 

Questo territorio ha conosciuto in ogni epoca la presenza di nuclei abitativi.
È significativo, in tal senso, che la raccolta di selci risalenti al Paleolitico superiore conservate al Museo “Paolo Orsi” di Siracusa, provengano proprio dal territorio di Canicattini Bagni; la presenza umana in età Neolitica e nell'età del rame è testimoniata dalle grotte del Conzo e della Chiusazza; anche l'età del bronzo conosce tracce di insediamenti nella zona (tombe in località Case Vecchie).

 

Con l’arrivo dei Greci (seconda metà dell’VIII sec a.C.) e la fondazione delle colonie, la piana canicattinese diventò uno dei passaggi obbligati tra la città di Siracusa e le sue sub-colonie di Akrai e Kasmenai; gli studiosi concordano nel datare a questo periodo le opere di drenaggio e di incanalamento verso Siracusa delle acque del Cardinale, tecniche avanzate atte ad attraversare i burroni da sponda a sponda.

 

Durante l’età Ellenistica e quella Romana lo sfruttamento del territorio agricolo diventa più intenso e l’affermarsi di una economia latifondista fa registrare tracce di ville e fattorie, in luoghi come c.da Cinque Porte a Piano Milo, c.da Cugno Martino, c.da Bagni dov’è attestata la presenza di vasche termali e dell’acquedotto.

 

La continuità culturale ed economica tra epoca tardo antica ed età Bizantina fino al primo medioevo ha consentito una ricca fioritura di villaggi agricoli, testimoniata dalle necropoli S. Elania, Cozzo Guardiole in c.da Casevecchie, Piano Milo, Cugno Martino, Bagni, Cardinale nella regione Nord-Ovest, Petracca e Cugni di Cassero nella regione Sud-Est.

 

La più antica testimonianza riguardo il toponimo “Canicattini” si trova nel documento riguardante la fondazione sul territorio di Noto del monastero cistercense di Santa Maria dell'Arco (1212), nel quale si parla di Casale di Cannicattini, con riferimento ad un centro agricolo di un certo interesse, avanzo di un abitato del periodo alto medievale.
Come feudo però risulta menzionato soltanto nel 1296  nel catalogo del servizio militare dei baroni di quell'anno; risulta che esso era soggetto al censo baronale di Federico II d'Aragona e che la baronia di Jannicattini o Cannicattini era posseduta da don Giovanni Migliotta.

 

Da allora fino al 1682, anno in cui fu concessa al Marchese Mario Daniele Partexano la Licentia populandi, (l’autorizzazione del re Carlo II di Spagna a creare un nuovo borgo in territorio di Canicattini, a ridosso del vallone che lo separa dal feudo Bagni), la vita di questa baronia non dovette discostarsi da quelle delle altre; dopo un decennio dalla fondazione il terribile sisma del 1693 dette l'occasione a numerose famiglie provenienti soprattutto da Noto e Palazzolo, ma anche da Sortino, Ferla, Buccheri, di abitare il nuovo borgo a condizioni particolarmente favorevoli.

 

Il 18 ottobre 1827 un decreto di Francesco I di Borbone attribuì l’autonomia a Bagni Canicattini, avente un territorio di 700 salme comprensivo dei feudi Bagni, Bosco e Canicattini.
La crescita demografica nel corso del primo ‘800 fu costante malgrado la recessione economica negli anni ’30 e  ’40;  il paese si sviluppava verso Nord-Ovest e verso Sud con un reticolo di strade dritte e parallele, che seguono la ripida collina.
Al 1837 risale la sommossa per il colera, la quale si tinse di colori politici e contò quattro martiri fucilati nel corso della dura repressione voluta dal gen. Del Carretto; nel 1848 il paese partecipò alla rivolta che infiammò l’Italia e l’Europa.


Dopo l’Unità d’Italia, mentre la classe borghese consolidava le sue prerogative, a livello popolare si diffondeva la renitenza alla leva che fu una delle cause del brigantaggio; Canicattini si tinse di eroismo e acquistò i colori della saga la vicenda del brigante Boncoraggio.
Durante la seconda metà dell’800 fu rinnovata l’architettura cittadina, soprattutto sulla via XX Settembre. La popolazione aumentò arrivando alla cifra di 8871 abitanti nel 1901.


Dal 1898 venne istituita una fiera di bestiame ogni primo giorno del mese, che si affiancava alle già famose fiere dell’Assunta e di S. Michele.
Nel 1898, dopo una vertenza giudiziaria, per iniziativa dell’ing. Salvatore Lombardo Carpinteri si ottenne nell’incanalamento di 200 l/s di acqua della sorgente Cardinale a beneficio del comune, alimentando una serie di canali irrigui e di mulini.
Fra il 1880 e il 1925 vennero edificati il nuovo Cimitero, il Campo Sportivo e la Villa Comunale. 

 

Nei primi decenni del ‘900 il forte incremento demografico portò a uno sviluppo urbanistico del paese verso Est; le caratteristiche delle nuove costruzioni erano sempre quelle tipiche di un paese agricolo, segnate però da una diversa consistenza della casa contadina, più ampia, con nuovi accorgimenti  come l'arco a lucernario, e dal facile trapasso dell’unità abitative dal tipo rustico a quello piccolo borghese.


Nei primi anni del secolo, ma soprattutto durante il periodo fra le due guerre e l’immediato dopoguerra, si assiste al salto di qualità dello sviluppo edilizio canicattinese, con le costruzioni improntate allo stile Liberty; grazie alla maestria degli scalpellini Iblei (veri e propri continuatori dell’arte dei Lapidum incisores del Barocco), i prospetti delle case del paese possono essere considerati un campionario straordinario di invenzioni decorative: canestri di frutta, balaustre guizzanti, cabochon di pietra, graffiti, motivi vegetali, appliques, un universo di creazioni in libertà in cui si celebra e concretizza la spinta esuberante e vitalistica dell’imagerie Siciliana.

 

Attualmente, un attento studio di ricerca condotto dall'archeologo Santino Alessandro Cugno, fornisce un quadro aggiornato, ampio e articolato dei diversi paesaggi storici che si sono succeduti nel corso dei secoli in quest'area, dell'azione umana e dell’interazione tra questa e i caratteri originari dell’ambiente naturale.
Questo lavoro confluisce in una corposa monografia  dal titolo “Dinamiche insediative nel territorio di Canicattini Bagni e nel bacino di alimentazione del torrente Cavadonna tra Antichità e Medioevo" (edito nel 2016 dal British Archaeological Reports di Oxford); sfogliandone le pagine possiamo immergerci  nella storia del territorio, situato a metà strada tra Siracusa e Akrai, e ripercorrere le tappe dell'antica via Acrense, la strada che collegava la madrepatria alla sua sub-colonia.


Ampio spazio viene dedicato alle necropoli preistoriche di Alfano, Passo Ladro e Cardinale, con le caratteristiche tombe monumentali dell'età del Bronzo Antico, poi alle fattorie greche di Bagni e Pianette, alle lussuose ville romane con mosaici di Cinque Porte e Cugno Martino, alle catacombe di Cozzo Guardiole e di Stallaini, al battistero tardo antico di contrada Petracca, per terminare con gli insediamenti rupestri medievali di Cava Lencino, Bosco di Sopra e Case Vecchie con i loro affreschi e i loro simboli Ebraici e Paleocristiani.

 

History

 

The region of the Iblei Mounts, from Siracusa to its hinterland, is characterized by evocative views, uncontaminated landscapes, exclusive fauna and flora, and by the presence of such important arcaeological and historical evidences to make it part of the Unesco Heritage (Siracusa, Pantalica, Noto and Palazzolo Acreide).
Canicattini Bagni, city of the Art Nouveau and Music, is placed right in the middle of this area, and this brief text is focused on it, in order to know its history, culture and traditions.

 

The town is located 362 meters above the sea level, covering an area of 15,06 km2 with a population of 7124 (on 31/12/2014), and the resulting density of 516 inhabitants per km2.


Canicattini overlooks a large plain full of olive trees and crossed by canyons (Alfano, Ddieri, Bagni), whose horizon is northerly closed by the Etna and Climiti Mounts profiles, ending in the Ionian Sea towards the Eastern coast of the Sicily.
Its good geographical location (Lat. N 37° 02' 00" ; Lon. E 15° 03' 30"), almost in the center of the district of Siracusa, makes it not far from the chieftown and from mostly of the other cities of the district, which can be easily and quickly reached thanks to a developed road network that has in the SS124 "Maremonti" the most important way, because it ends on the E45 gela-Siracusa-Catania Highway.

 

Tommaso Fazello, also known as "The father of the Sicilian history", was the discoverer of Selinunte and Akrai: according to his opinion, the toponym "Canicattini" comes certainly from the Arab language, even if its etymology is unclear.
The priest Aiello thought that it was a compound noun, made of the substantive Yhan or Ayn (Fountain) added to the adjective Niatinum or Netinium (from Noto), so the original meaning would have been "Flowing fountain in the area of Noto"; this fountain would correspond to the source of the river Cardinale, which nowadays provides drinking water to the town.
The modern interpretation affirm that the toponym derives from Handaq-at-Tin, which means "Muddy ditch".
The second word,  "Bagni", comes from the homonym feud placed next to the town, which was imposed by Mario Daniele Partexano, re-founder of Canicattini.

 

This area has been populated during all periods of history;  the fact that the collection of Paleolithic flint preserved at the Paolo Orsi Museum of Siracusa comes right from Canicattini is a meaningful evidence of this statement.
The human presence during the Neolithic and the Copper Age is attested by the Conzo and the Chiusazza caves, while some tombs in Case Vecchie prove that the territory was inhabited during the bronze Age.

 

During the first half of the VIII century b.C. the arrival of the Greeks and the foundation of their settlements made the plain of Canicattini a forced passage between Siracusa and its colonies, like Akrai and Kasmenai; historians think that belong to this period all those waterworks like the drainage and the canalization of the river Cardinale towards Siracusa, which were advanced techinques to cross canyons.

 

During the Ellenistic and Roman ages the exploitation of the agricultural land became intensive and thanks to it and to a new economy based on estates, today there are still traces of farms and manor houses in places like Cinque porte at Piano Milo, Cugno Martino,  Bagni, where is attested the presence of the aqueduct and some termal baths.

 

A large number of agricaltural villages grew up in the Byzantin Age until the early middle age, as witnessed by the necropolis of St. Elania, Cozzo Guardiole at Case Vecchie, Piano Milo, Cugno Martino, Cardinale (North-West side) and Petracca and Cugni of Cassero (South-East side).

 

The toponyum "Canicattini" was used for the first time in 1212, in a document on the foundation of the Circestian Monastery of St. Mary of the Arch (Noto) in which it is written "Casale di Cannicattini" referring to un agricaltural town which had been important previously.
"Jannicattini"or "Cannicattini"  was mentioned as a feud in 1296 in the catalogue of the military services of the Barons: thanks to this document we know that Giovanni Migliotta owned the feud under the jurisdiction of Federico II of Aragona at that time.

 

Since then until on 1682, when the Marquis Mario Daniele Partexano obtained the Licentia populandi (the authorization of the King Carlo II of Spain to create a new village in the area of Canicattini, next to the canyon placed between it and Bagni), life in the Barony was similar to that of the others; almost ten years later, in 1693, a awful earthquake gave the possibility to live in the new village with particularly favourable conditions to a lot of people from Noto, Palazzolo, Sortino, Ferla and Buccheri.

 

On 18 October 1827 an act by Francesco I of Borbone granted the autonomy to Bagni Canicattini, covering an area of  700 salme (a Sicilian unit of measure) and including the feuds of Bagni, Bosco and Canicattini.
During the early '800 the demographic growth was constant despite the depression of the 30's and 40's; the town developed towards North-Wes and South following a grid made of straight and parallel streets, which ran up and down the steep hill.
In 1837 there were some revolts due to the cholera, that became soon politics, counting four marthyrs, which were shot during the cruel repression ordered by the general Del Carretto; in 1848 the town was involved in the European and Italian riots.


After the Unification of Italy, while the middle-class consolidated its prerogatives, among people belonging to the lower-class it began to spread the military draft evasion, that became one of the causes of the Brigandage; Canicattini was tinged with heroism and the story of the brigand Boncoraggio turned into a saga.


In the second half of the '800 the architecture of the city was renewed, mostly on Via XX Settembre. The population increased up to 8871 inhabitants in 1901.
Since 1898, besides the Assunta and the St. Michael fairs, it was established a new one, dedicated to the livestock, which took place every first day of the month.
In 1898, thanks to a lawsuit opened by the engineer Salvatore Lombardo Carpinteri, the town obtained the canalization of 200 l/s of water from the river Cardinale, to irrigate several canals and mills.
The new cemetery, the sports field and the public gardens were built between 1880 and 1925.

 

During the first decades of the '900 the high population growth made the city urbanistically developed Eastwards; the features of the new buildings were always those typical of the agricultural town, but the farmer's houses got different, larger than before, with new prerogatives such as the skylight arch, in other words they became similar to those belonging to the middle-class.

 

The first years of the century, the period between the two wars and the one right after the Second World War were characterized by a qualitative leap of the construction of buildings in Canicattini, which were created following the guide-lines of the Art Nouveau;  thanks to the skills of the stonecutters from the Iblei Mounts Region (which continued the Lapidum incisores of the Baroque art), the fronts of the houses of the town can be considered as extraordinary examples of ornamental inventions: fruit baskets, frisking balaustrades, stone cabochons, drawings, vegetables themes, appliques, an universe of free creations that celebrates and makes real the exuberant vital force of the Sicilian imagerie.

 

Nowadays, a careful research by the archaeologist Santino Alessandro Cugno gives a wide articulate and up-to-date vision of the different historical ages that followed one another during centuries in this area, of the human action and of the interactions between it and the natural environment.
This work converges in a thick text entitled "Settlement dynamics in the area of Canicattini Bagni and in the basin of the stream Cavadonna, between ancient times and Middle age" (British Archaelogical Reports, Oxford, 2016);  among its pages we can immerse ourselves in the history of the territory, placed between Siracusa and Akrai, and so retrace the steps of the ancient road Acrense, that linked the motherland with its own colony.


The book gives a special importance to the pre-historic necropolis of Alfano, Passo Ladro and Cardinale, including the caracteristic tombs of the Age of Bronze, then to the Greek farms of Bagni and Pianette, to the palatal Roman manor houses decorated with mosaics (Cinque Porte and Cugno Martino), to the catacombs of Cozzo Guardiole and Stallaini, ending with the Middle age ruins of Cava Lencino, Bosco di Sopra and Case Vecchie, with their frescoes and Jewish and early Christian symbols. 

 

 

 


 

Comune di Canicattini Bagni - Via XX Settembre 42 - 96010 Canicattini Bagni (SR) 

TEL. CENTRALINO 0931540111 - 3346655824 - FAX 0931540207

email   PIVA N°00094260890

  XHTML Valido -  CSS Valido - Accessibilità