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Ricordato il pittore e poeta Salvatore Carpinteri con una conferenza, una mostra e l'intitolazione di una piazzetta

Scritto da Gaetano Guzzardo    Domenica 09 Aprile 2017 15:30

carpinteri-ficara-golino-f. amenta-genova- p. amenta-giansiracusaDa ieri sera Canicattini Bagni ha una piazzetta, nel cuore del centro storico, lungo la riqualificata via Principessa Iolanda, dedicata ad un suo concittadino illustre, il pittore, poeta e studioso, Salvatore Carpinteri (1927 – 1992), intellettuale e docente dalla personalità schiva, che ha svolto un ruolo di assoluto rilievo nello sviluppo della cultura siciliana degli anni ’50-’60.

 

 

inaugurazioneLa cerimonia, con la scopertura da parte del Sindaco Paolo Amenta, di un monumento in pietra da taglio, la pietra bianca tipica dell’area iblea, dov’è inserita su una lastra di pietra con riprodotta una poesia di Salvatore Carpinteri (disegnato dall’architetto Fabrizio Amenta e realizzato dall’artigiano Paolo Bordonaro), ha fatto seguito alla conferenza, che si è tenuta nel salone del Museo TEMPO (Museo dei Sensi, del Tessuto, dell’Emigrazione e della Medicina Popolare) di via XX Settembre – via De Pretis, per ricordare l’artista e l’uomo Salvatore Carpinteri e dov’è allestita una  mostra di suoi quadri “mai finiti”, dedicati alla Settimana Santa a Canicattini Bagni.

 

A tracciare questo percorso, dopo i saluti del Sindaco Paolo Amenta, presente con tutta l’Amministrazione comunale che ha voluto ed ha deliberato questo appuntamento, sono stati, moderati da Tanino Golino, vicepresidente del Museo e storico dell’arte, lo storico Vincenzo Ficara, amico e collega d’insegnamento di Carpinteri; lo storico dell’arte Paolo Giansiracusa; Roberta Genova, parente dell’artista, che ne ha curato e allestito la mostra in via Margutta Roma, riscuotendo grande interesse da parte della critica e dei media, e successivamente a Siracusa e Noto; l’architetto Fabrizio Amenta, progettista dei lavori di recupero e riqualificazione di via Principessa Iolanda e via Cavour; e Sergio Carpinteri, artista e docente, nipote di Salvatore Carpinteri.

 

«Siamo orgogliosi di ricordare, ricostruendo la memoria storica e culturale della nostra comunità, un artista ed un intellettuale del valore di Salvatore Carpinteri – ha detto il Sindaco Paolo Amenta -. Questa operazione di recupero, non solo degli spazi e delle aree della città, come nel caso della riqualificazione del centro storico, di via Principessa Iolanda e della piazzetta che stiamo intitolando a Carpinteri, ma del patrimonio artistico, culturale e delle tradizioni della nostra città, inserito nel contesto più vasto del territorio ibleo, contribuisce a rafforzare quel Sistema Rete Museale Iblei, che ci vede  capofila, e  che rappresenta il progetto di sviluppo sostenibile che consegniamo alle giovani generazioni».

 

particolare-mostraA ricordare l’uomo, umile e schivo, l’amico e il collega docente, Salvatore Carpinteri, è stato lo storico Vincenzo Ficara per anni docente al Liceo Scientifico. Ficara ha così ripercorso gli anni della formazione giovanile a Roma, dove il padre, maresciallo dei Carabinieri, faceva servizio, la passione e il grande amore per la cultura classica, il ritorno in Sicilia e l’incontro con gli intellettuali e i grandi maestri dell’epoca, ad iniziare da Giuseppe Agnello, la laurea in Lettera Classiche nel 1956 e la frequenza a Roma della Scuola di specializzazione  in Archeologia cristiana e il corso di perfezionamento  sul teatro antico all’Istituto del Dramma Antico di Siracusa.

 

Gli anni dell’insegnamento, dapprima alle scuole serali, poi alle Elementari a Roma, alle scuole medie in Sicilia sino al Liceo Scientifico della città. Arricchendo, nel contempo, lo studio e la passione per la pittura, esponendo in molte città italiane, e per la poesia, pubblicando un primo volume “I templi sulla spiaggia” nel 1959, ed altri sei dal 1984 al 1991, quando non riuscì più a dipingere a causa della malattia che lo affliggeva.

 

«Mi ha affascinato – aggiunge Ficara – per la sua dedizione allo studio e alla ricerca. Carpinteri ha onorato con la sua opera Canicattini Bagni, e bene ha fatto l’Amministrazione comunale a dedicargli una piazzetta in modo che anche le generazione future ricordino questo artista ed intellettuale, di cui andrebbero pubblicate tutte le opere».

 

quadro carpinteriArtista schivo, nei suoi quadri ha raffigurato il dramma, il silenzio, il dolore che accompagna i riti della Pasqua, del Santissimo Cristo a Canicattini Bagni, ha ricordato Tanino Golino. Spesso non firmava i suoi quadri, quasi a volerli tenere ancora in vita per poi riprenderli e completarli o modificarli: «Questo resterà uno dei tanti misteri dell’animo e dell’opera di un grande e umile artista  dalla profonda e immensa  cultura classica, dalla fede semplice e genuina».

 

Ricordarlo, ha rimarcato lo storico dell’arte Paolo Giansiracusa, è stata opera meritoria da parte dell’Amministrazione comunale, in un momento in cui spesso le pubbliche amministrazioni dimenticano i propri maestri e i propri educatori.

 

«Non ricordare è un gravissimo errore – ha aggiunto Giansiracusa - perchè significa dimenticare la propria storia  e i valori della propria identità. Carpinteri si forma a Roma, in un momento di grande vivacità dell’arte e delle avanguardie artistiche. Accade però che nel momento in cui lui mette mano sul colore è la stagione nella quale invece gli artisti rinunciano al colore. Carpinteri non essendo condizionato dal linguaggio né tantomeno da un codice artistico, da artista libero, va contro corrente. Per lui e per gli artisti che operano in tal senso è stato coniato un termine, il “Nomadismo”, il Nomadismo della pittura colta. Canicattini dunque lo ricorda, giustamente, perché ella stessa era al centro dell’interesse artistico di Carpinteri. Le tradizioni canicattinesi, le processioni, la campagna, i luoghi, i momenti della vita della città, prendono vita nei suoi quadri. Un viaggiatore nel territorio, nelle nostre città, a Canicattini in particolare, così potremmo definirlo. E lo fa con grande spontaneità, e allora il colore sgorga dal suo pennello, filtrando il paesaggio attraverso la sua sensibilità. Dai suoi lavori emergono effetti materici, plastici – conclude Giansiracusa -. Carpinteri trasmette il suo travaglio interiore sulla tela con l’effetto volumetrico. Le opere di Salvatore Carpinteri sono tantissime, e com’è stato ricordato, molte sono quelle non firmate».

 

Opere che, grazie al lavoro di Roberta Genova, parente dell’artista, frequentatrice di quella “sua casa e della libreria ricchissima di testi d’arte polverosi che andavo a consultare e sui quali ho studiato”, sono diventate mostre che hanno richiamato l’attenzione della critica e della stampa. Come quella che nel 2010 è stata organizzata in via Margutta a Roma, città della sua formazione giovanile che ha così imparto a conoscerlo, e poi nel palazzo di governo dell’ex Provincia in via Roma a Siracusa e successivamente a Noto.  

 

ricordo Carpinteri1«Ricordo, soprattutto – continua Roberta Genova - che dipingeva continuamente. Nel periodo della sua maturità artista ha dipinto quasi un quadro al giorno. Era anche una persona di grande sensibilità nei confronti della natura e di tutto ciò che è la femminilità in tutte le sue espressioni natura che è madre natura, che è una donna che alla fine non ha mai avuto perché Carpinteri non è mai riuscito a coronare un sogno d’amore. Nei suoi quadri ha tirato fuori l’identità della Sicilia, il paesaggio e la festa della sua città, Canicattini Bagni. Nelle sue opere, pur non essendo legato a nessuna corrente artistica, la pittura impressionista è molto forte,  così come  il divisionismo. La pittura di Carpinteri è una pittura particolare, figurativa tendente all'astratto. I giovani, canicattinesi in particolare, dovrebbero avvicinarsi e conoscere di più questo pittore e poeta di grande sensibilità».

 

F.Amenta P.Amenta G.Carpinteri S.CarpinteriDi spazio, memoria e ricordo ha parlato l’architetto Fabrizio Amenta, progettista dei monumentino inaugurato nella “Piazzetta Salvatore Carpinteri” e dei lavori di riqualificazione di via Principessa Iolanda, via Foscolo e via Cavour, che con la già riqualificata Piazza XX Settembre, completano gran parte del progetto di riqualificazione del centro storico canicattinese.

 

Mentre Sergio Carpinteri, artista e docente, nipote di Salvatore Carpinteri, ha ricordato i lunghi confronti, gli scambi e le reciproche influenze artistiche con lo zio.

 

bordonaro-golino-genova-p.amenta-f.amentaA conclusione della conferenza, Roberta Genova ha fatto dono all’architetto Amenta e al Comune, tramite il Sindaco Paolo Amenta, di due quadri, tra quelli non firmati ma certificati dallo storico dell’arte Paolo Giansiracusa.

 

Subito dopo, nella vicina via Principessa Iolanda, insieme al primo cittadino, al Vice Sindaco Pietro Savarino, agli Assessori Marilena Miceli, Salvatore La Rosa e Seby Cascone, ai relatori e ai tanti che al Museo TEMPO hanno partecipato a questo ricordo collettivo del pittore e poeta Salvatore Carpinteri, la cerimonia di intitolazione della piazzetta e l’inaugurazione del monumentino dov’è riprodotta una sua poesia:

 

Sto passando come nuvola

marzolina veloce e stillante.

Tutto muore è vero

ma non tutto è vano.

Non è vano l’amore che

apre il cuore  al bacio divino

né la Poesia che apre la via

all’arcano”.

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 12 Aprile 2017 11:06 )
 

 


 

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